«Tu sei l'amore bellissimo».
siamo dei parassiti del silenzio. lo azzanniamo da dentro e lentamente lo rosicchiamo fino a svuotarlo e farlo marcire. credo che come al solito sia la consapevolezza a cambiare le cose, perché ti fa decidere per il sì o il no. così i miei momenti perfetti e da film ora posso capire che sono bellissimi ma finti perché fini a se stessi, però posso decidere di vivermeli sapendo che lo sono. e non starci troppo male dopo, con quel senso di vuoto rosicchiato. ieri ne ho avuti un sacco, momenti di video perfetti. guardavo il film del mio film. ci guardavo da fuori ed eravamo bellissimi. erano delle belle immagini, di quelle che aspetto sempre. ma non come quando ero nella stanza rossa. lì c'era in-coscienza, e poi visti da fuori non eravamo così belli, solo un po' morti. non piangere, lacrime di vino.
«Non c'è rimedio;
she looks like the real thing/she tastes like the real thing/my fake plastic love».
l'unico rimedio è non abbandonarsi, e fare se mai il koala ogni tanto, e tatuarsi i mostri che hai nella testa, così che possano vivere su di me. tanto fortunatamente c'è una penna che riesce a dare forma ai miei sgorbi. basta soffocarli, devono respirare. magari vedendo il mondo decidono di viaggiare.
siamo ombre morte che camminano al chiaro di luna sorridente.
siamo dei parassiti del silenzio. lo azzanniamo da dentro e lentamente lo rosicchiamo fino a svuotarlo e farlo marcire. credo che come al solito sia la consapevolezza a cambiare le cose, perché ti fa decidere per il sì o il no. così i miei momenti perfetti e da film ora posso capire che sono bellissimi ma finti perché fini a se stessi, però posso decidere di vivermeli sapendo che lo sono. e non starci troppo male dopo, con quel senso di vuoto rosicchiato. ieri ne ho avuti un sacco, momenti di video perfetti. guardavo il film del mio film. ci guardavo da fuori ed eravamo bellissimi. erano delle belle immagini, di quelle che aspetto sempre. ma non come quando ero nella stanza rossa. lì c'era in-coscienza, e poi visti da fuori non eravamo così belli, solo un po' morti. non piangere, lacrime di vino.
«Non c'è rimedio;
she looks like the real thing/she tastes like the real thing/my fake plastic love».
l'unico rimedio è non abbandonarsi, e fare se mai il koala ogni tanto, e tatuarsi i mostri che hai nella testa, così che possano vivere su di me. tanto fortunatamente c'è una penna che riesce a dare forma ai miei sgorbi. basta soffocarli, devono respirare. magari vedendo il mondo decidono di viaggiare.
siamo ombre morte che camminano al chiaro di luna sorridente.
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