giovedì 5 aprile 2012

4 Aprile, 23.40 – Lettera agli occhi blu.

Car* amic*, conoscente, persona. Mi sono ritrovata spesso a pensarti in quest'ultimo periodo (non che spesso comunque non lo faccia) a causa di eventi che l'hanno predisposto. Preferisco rimanere sul vago, se tanto tu sai chi sei, capirai. Mi sono spesso domandata cos'abbia portato al nostro allontanarsi, le colpe stanno da entrambi i lati, di solito, ma in questo caso io riesco a ricordare che tu non mi rispondevi più. Ma evidentemente io non ho contribuito abbastanza. E in ogni caso mi rendo conto che non fosse un gran periodo. Ma, occhi blu, io ci tenevo davvero tanto. Era fondamentale condividermi con te. Nonostante abbia capito, e comunque sapessi già, che di te non sapevo niente. O meglio, sapevo quello che mi raccontavi. Non eravamo vicin*, ci sentivamo soltanto scrivendoci. Ma dev'essere andato storto qualcosa. Ricordo delle mie parole, forse ho tralasciato troppe domande che avrei dovuto farti. Saremmo dovut* essere più vicin*. In questo modo avremmo condiviso ciò che ci ha diviso col tempo. E forse avrei saputo chi veramente eri. Fragile. Nonostante non abbia mai pensato che avessi questa gran forza. Ma non avevo nemmeno idea di quello che ti circondava. E spesso mi sembra di essere una pessima amica, ma mi rendo conto che non posso vivere in base a ciò che la gente non mi dice. E finisco per stupirmi. L'immaginazione, però, la lascio ad altro. Ma che sia ben chiaro che questo non è un rimprovero. Potrebbe esserlo per me, che sarei dovuta stare più attenta. Ma se è andata così si vede che era il corso delle cose che doveva andare così. E non sto qui a piangere sul passato, so ben definire le distanze. Però almeno ora mi sembra di vederti felice, dagli occhi. Quegli occhi blu che mi piacevano molto. E allora sorrido insieme a te nelle tue foto, e ti saluto. Ciao occhi blu, come vedi ti ho dedicato anche le uniche maiuscole di questo mio posto. È una distanza, un passato che non c'è più e un futuro che non sarà, perché non ha senso. Ma voglio che tu sappia (e immagino tu lo sapppia) che sei stat* una parte importante del mio percorso. Voglio ricordarti così, che mi correvi incontro da un prato verde. Ciao, occhi blu.

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