esplosione di budella in un colorato fuoco d'artificio. è che poi sono sempre e perennemente io. anche a volermi lasciare andare finisco per fare il cuscinetto del cazzo in ogni situazione. e ci credo che mi tocca vedere tutto da fuori, ci dev'essere qualcosa che regge il palco altrimenti cade a pezzi, ci vogliono le viti non bastano le travi su cui tutti ballano, però la vite non è mai contemplata, non si chiede mai se ha voglia di fare una pausa, è una cosa così piccola eppure senza, che cazzo, non ci sarebbe un palco su cui stare.. che melodrammaticità, che lamento, che tutto. è che ad un certo punto è innegabile rompersi il cazzo, ma si passa comunque dalla parte del torto perché si esagera. vi cedo volentieri il mio posto, assaporatene ogni attimo, e lasciatemi libera, e forse non sono proprio io che esagero..
a buon rendere.
forse è ora di cambiare città...

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