guance
di fragole. e lacrime che sanno di pece e scavano lunghi solchi nel
mio viso, per vie già percorse. non mi importa più, non mi importa
più di vorticare nel nulla, mangiando terra e graffiandomi gli occhi
per non vedere più. ho riso tanto da farmi cadere i denti, ho
ascoltato il tuo silenzio per farmi forare i timpani e ti ho
abbracciato da sola, nelle notti in cui sognavo di svegliarmi con le
mani intrecciate. mordendo le dita per far andar via l'ansia e
dormire un po'.abbraccio il mio peluche e mi vesto di incubi. e
dimentico. ogni cosa che ho vissuto la lascio nel mio cassetto, poi
mi sposto un po' e le rivesto con carta di giornale, le porto in
soffitta e ogni tanto mi metto a sfogliare quelle notizie di cui mi
ero dimenticata. ma mi sto costruendo un nido nuovo, più
accogliente, forse così inizierò a sorridere. con le labbra rosse.
non sei stato il primo. forse sarai l'ultimo.

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