sogno.
io, maicol e altri, dobbiamo prendere il treno per bergamo. solo sei
di noi sono reali. andiamo a fare il biglietto (16euro
e 20cents) e corriamo per prendere il treno. la borsa da
recuperare nella confusione di corpi era quella dell'aspiratore di
katia.
saliamo.
il treno è assurdo, enorme, con sedili beige, messi in modo strano,
tipo salotto. cerchiamo posto per almeno 10 persone, ma negli unici
dove si poteva stare c'erano una fila di valige dei controllori. e
una tizia strana, un'indiana, che si siede.
la
scena cambia. siamo io e una ragazza col caschetto, un'amica venuta
da lontano. le ricordo che mi deve i soldi che le ho prestato
l'ultima volta che è venuta. “sì, tanto mi hanno restituito
1000euro per il viaggio.”. le ho detto che me ne doveva duecento.
lei si stizzisce, al che le rispondo che può darmeli anche in
quattro mesi, se vuole.
cambia
scena. io, lei e mia sorella guardiamo orecchini in un'edicola.
l'altra si stufa, io li guardo tutti, devo cambiarne uno. più
lontano ci sono anche delle magliette e mia sorella “ma non ti
fanno paura?”. usciamo, prendiamo un taxi.
cambiano
le persone. rimane la tipa col caschetto, un uomo, la figlia
dell'uomo. non ricordo da che punto di vista vedo la scena. se sono
l'uomo, o se è come vedessi un film.
caschetto
e la figlia sono ricoperte di sperma, come in una ragnatela. l'uomo
si sta facendo un'altra sega, vedo la mano e il pene, di lato o di
fronte, non ricordo. poi gli schizzi.
caschetto
va davanti, passando dai sedili, uccide il taxista. torna dietro.
l'auto lentamente si ferma, si mettono le quattro frecce. sono di
nuovo io.
scendiamo
per prendere le borse, vedo all'edicola una mia ex compagna delle
elementari, ma sono due, anzi, tre, gemelle. credevo fossero due.
apro il baule e c'è il corpo del taxista. prendo la borsa. ho paura
ci scoprano, ma se non ci si avvicina troppo alla macchina il corpo
non si vede, scompare. c'è tanta polizia. un poliziotto ciccione e
pelato. caschetto viene a prendere la sua borsa (uguale a quella
grigia di katia, ma più grande.)
19.33
e c'era
l'esercito delle ciccione che ci veniva incontro. ognuna con un
colore diverso.

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