que se vayan tod@s.
cercare di capire perché si arriva in certi punti è da sballo. ovvero da droga. è un circolo vizioso, di continua informazione – incazzatura per chi in realtà ragiona col culo e non con la testa. col culo nel senso per pararsi il culo.
le conversazioni che invio parlando in maniera seria non mi sembrano uscire da me. ma anche le altre. in effetti, quando parlo non mi sembro io. ma allora chi sta parlando?
forse non riconosco la mia voce. o il mio modo di essere. o il mio modo di pensare (io penso?)
continuando a prendersi pause flash mentali. non mi ricordo cosa faccio e dove arrivo. corro e basta, ma verso dove?verso una bandiera, ieri. e oggi? verso un punto rosso. ho la fobia dei prelievi. e delle scolopendre piene di polvere. ma l'esitazione ieri non c'è stata. bene? male? forse solo un desiderio di preservare il sonno che avevo perso. anche se poi la luce è rimasta accesa.
i sogni che faccio sono ravvicinati. sogno perfino le cose che penso. cioè nel senso. ieri in auto mi sono addormentata sulla spalla di un tipo. prima di farlo, avevo pensato che addormentarsi sulla sua spalla poteva essere più comodo però insomma, lo conosco poco. e poi non so come mi sono addormentata. e mi sono svegliata sulla sua spalla. dopo aver sognato di avergli chiesto se potevo dormire sulla sua spalla.
oppure sogni assurdi su gente conosciuta la sera prima. nel reparto ortofrutticolo dell'esselunga.
diapositive di una vita:

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